Recycled Art: l'arte che rispetta l'ambiente

La Recycled Art si inserisce in quella che viene chiamata Arte Ambientale, ovvero quel processo artistico o quell'opera d'arte in cui l'artista si confronta attivamente con l'ambiente. 

Hal Foster, critico d'arte statunitense contemporaneo, definisce le opere di arte ambientale come ”progetti di sculture site-specific che utilizzano materiale tratto dall'ambiente al fine di creare nuove forme o per re-indirizzare le nostre percezioni del contesto; programmi che importano oggetti nuovi, innaturali in uno scenario naturale a scopi simili; attività individuali sul paesaggio in cui il fattore tempo svolge un ruolo determinante; interventi collaborativi e socialmente consapevoli.”

 

Il coinvolgimento dello spazio reale inizia ad essere un aspetto significativo dell'arte a partire dalle fine degli anni '50, per poi continuare a interessare le principali correnti artistiche per tutti gli anni '60, fino all'inizio dei '70. Inizialmente l'Arte Ambientale era molto più legata alla scultura, in particolare come Site-Specific Art, Land Art e Arte Povera. Alcuni esempi sono stati dati da Lucio Fontana e sue tele o da Marcel Duchamp e la sua fitta ragnatela di 12 miglia di filo nel 1942 per la mostra “First Paper of Surrealismo” tenutasi a New York.


In particolare la Recycled Art si occupa di realizzare opere con materiali già esistenti, sia artificiali che naturali in modo da danneggiare e inquinare il meno possibile l'ambiente.
I materiali utilizzati sono dei più disparati, a seconda delle preferenze dei vari artisti.

Ecco alcuni esempi: 

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